.Siti e Monumenti
Santuario della Madonna
della Rocca
di Sabbio Chiese
Ma già di Sabbio le colline erboseveggo , e su l’alta ferruginea rupeun forte alzarsi e dominar superbola sottoposta piccioletta villa (F. Odorici, 1827)
La Valle Sabbia è sempre stata per la sua posizione geografica una via di passaggio privilegiata dalle vallate del Nord verso le pianure lombarde e gli altri Stati italiani. Le Rocche, in Valle Sabbia, sorsero tra il IX e il XII secolo, erette in posizioni strategiche tali da permettere il controllo e la difesa del territorio. Presidiavano gli accessi principali le Rocche di Bernacco a Sud, Anfo a Nord, Vobarno a Est, Nozza a Ovest, coordinate al centro dalla Rocca di Sabbio.
Nella sua storia la Valle Sabbia fu segnata da estenuanti e sanguinose lotte di potere. Verso il 1200 le tensioni da tempo sopite tra Guelfi e Ghibellini sfociarono in un vero e proprio conflitto, che ebbe come teatro la città di Brescia. La Valle Sabbia si schierò con l’ala Guelfa della città.
Le Rocche erano, di fatto, degli avamposti dove si organizzavano le spedizioni a supporto delle milizie Guelfe. La posta in gioco era il controllo di un territorio di notevole importanza strategica e ricco di risorse, qual’era la Valle del Chiese.
Nel 1337, il territorio bresciano si trova sotto il dominio visconteo. Le Rocche, che nel periodo precedente alla venuta dei nuovi signori avevano goduto di una vasta autonomia, si trovarono ad elargire una serie di dazi e gabelle, e a subire il controllo costante di una nuova mentalità accentratrice. La gente delle valli, in particolare della Valle Sabbia, manifestò la propria ostilità con continui tentativi di ribellione.
Nel 1427, iniziò la lunga vicenda della presenza veneziana. Le truppe venete concentrarono nelle Rocche sabbine i loro sforzi di difesa contro i tentativi di riappropriazione da parte del Ducato di Milano.
La Republica di Venezia, riorganizzando il sistema difensivo dei propri territori, decise nel 1485 di rinforzare la Rocca d’Anfo, rendendo inutili le altre fortezze della Valle. E’ in questo periodo che si iniziano le opere di trasformazione della Rocca in Santuario.
Questa trasformazione, che articola l’edificio in due chiese sovrapposte, viene completata nel 1527, come si legge da una scritta nella chiesa superiore. Rimangono comunque visibili le parti e gli elementi originali dell’antica fortificazione: la torre di vedetta trasformata in campanile, le stanze private del castellano ora adibite a sagrestia, e il portone d’ingresso ferrato.
La chiesa inferiore, articolata su tre livelli, presenta due altari, decorati con opere dei Boscaì,una famiglia di intagliatori bresciani che visse nel ‘600.L’altare maggiore, dedicato alla Maternità, è posto lateralmente, e contiene in una nicchia la statua di una Madonna con Bambino, che viene portata in processione ogni dieci anni, per un voto fatto alla Vergine nel 1782. Ai lati troviamo due statue raffiguranti San Giuseppe a destra e San Carlo Borromeo a sinistra, figura rappresentata anche in un quadro sulla parete opposta, probabilmente in riferimento alla sua visita alla chiesa nel 1581.
Davanti a questo altare si trova una cantoria in legno dipinta con immagini religiose: a destra “L’Assunzione di Maria”, al centro “L’Annunciazione”, ed a sinistra “La Maternità”, che ha come sfondo il paesaggio di Sabbio e la Rocca. L’ altro altare, opposto all’ entrata, è dedicato all’ Annunciazione, riprodotta sia su tela che ad intaglio nell’altare in legno.Lateralmente sono affrescate a destra la “Fuga in Egitto” e a sinistra “l’Ultima Cena”, visibilmente deturpate.
Al secondo livello, sulla parete di destra, si trovano due grandi tele del ‘600, una con il “Gesù e i SS. Fermo e Antonio Abate” , l’ altra con “L’ Assunta e i SS. Pietro e Nicola”, ai quali era dedicata la chiesetta a metà della scalinata esterna.
Salendo dalla scala di fronte all’ ingresso, si giunge all’abside della chiesa superiore, molto più modesta di quella inferiore.
Nella nicchia dell’ abside è affrescata la “Madonna degli òséi” o “Madonna del frassino” ; l’altare è ancora in legno intagliato, dipinto e dorato. Ai lati di questo sono collocate quattro statue di profeti che , da sinistra verso destra, raffigurano Geremia, Isaia, Ezechiele e il re Davide (considerato anch’egli profeta) .Nella volta a crociera sono dipinte : “L’Annunciazione”, “La Visitazione”,” L’Incoronazione“,”La Maternità e la Morte di Maria”.Il cancello che separa l’abside dal resto della chiesa è in ferro battuto, lavorazione caratteristica della zona da secoli. Le pareti esterne all’abside sono decorate con dipinti votivi, raffiguranti più volte la Madonna con Bambino, ma anche un “Ecce homo” e un “Sant’ Aio”, protettore dei fabbri.
Arco quadrifronte di MalborghettoArchi, Italia, Lazio, Roma | |
Ponte MilvioPonte, Italia, Lazio, Roma | |
Porta del PopoloPorta, Italia, Lazio, Roma |


